Compiti a casa??? Che fastidio (in famiglia)!

Compiti a casa??? Che fastidio (in famiglia)!

Compiti a casa??? Che fastidio (in famiglia)!

Dopo un’intera giornata di lavoro, torni a casa sperando di rilassarti e invece… tuo figlio deve ancora finire i compiti! Senza contare i weekend, sempre più spesso sacrificati ai doveri scolastici. E che dire, poi, dell’approccio che i ragazzi hanno nei confronti dello studio?

Non sempre, infatti, l’esperienza scolastica è vissuta serenamente: spesso la scuola viene percepita come noiosa, inutile o addirittura come una prigione. Queste percezioni, inevitabilmente, si riflettono sui compiti a casa: scarsa motivazione, entusiasmo a zero, litigi e frustrazione… un vero disastro!

È una condizione frequente tra le diverse fasce d’età, alla quale si può però porre rimedio, o quanto meno intervenire per rendere la situazione più sostenibile e alleggerire il carico familiare. Il primo consiglio è di gettare le basi per un buon metodo e una corretta gestione dello studio già dalla scuola primaria (dai 6-7 anni). Con il tempo, è preferibile concedere una crescente autonomia nella gestione del materiale e dei tempi; tuttavia, per capire quando sia il momento giusto di ‘allentare la presa’, restano fondamentali l’osservazione del ragazzo e il confronto costante con i docenti.

Piccoli passi per grandi cambiamenti

Quando iniziano i primi compiti a casa, è fondamentale impostare una routine condivisa. Ecco alcuni passi pratici da fare insieme:

  • Pianificate un’agenda settimanale dove inserire gli impegni e il tempo per lo studio. Ricordate: meglio poco ogni giorno che tutto all’ultimo momento!
  • Usate un timer, uno strumento utilissimo per imparare a gestire il tempo e a sviluppare l’autoregolazione.
  • Stabilite delle pause: il cervello ha bisogno di staccare per restare produttivo.
  • Organizzate lo spazio a disposizione affinché sia accogliente, accessibile, confortevole e comprensibile.
  • Supportate l’esposizione orale per aiutare i figli a esercitarsi nel ripetere ad alta voce per acquisire fiducia e sicurezza nell’esposizione.
  • Favorite mappe e schemi per promuovere un apprendimento trasversale e critico, evitando lo studio puramente mnemonico.
  • Concedetevi giochi e attività extra che mostrino la relazione pratica tra ciò che si impara a scuola e la vita di tutti i giorni.

Partendo da queste azioni, sarà più semplice per i ragazzi conquistare l’autonomia e un metodo di studio efficace, con notevoli benefici per l’equilibrio familiare. Con il passare degli anni i risultati di questo percorso diventeranno evidenti, anche se alcune difficoltà potrebbero persistere o presentarsi ex novo. Per monitorare l’efficacia delle strategie adottate, resta fondamentale il confronto con i docenti e l’osservazione dei ragazzi durante lo studio pomeridiano.

A tal proposito, i possibili campanelli d’allarme sono: assenza di sottolineature, mancanza di ripetizione orale o difficoltà nell’esposizione, facile irritabilità, frustrazione, pause eccessivamente lunghe e difficoltà a portare a termine i compiti. Si tratta di segnali che possono fungere da spie per incomprensioni o difficoltà latenti. In questi casi può essere utile rivolgersi a professionisti del settore per evitare di esasperare i vissuti, ridurre gli scontri familiari e prevenire la perdita di fiducia in sé stessi. Un tutor, infatti, è in grado di individuare le potenzialità di ogni studente e di trasformare le criticità in punti di forza.

Pedagogista Cursi Martina

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