L’impatto emotivo dei Disturbi dell’Apprendimento e dell’ADHD: una sfida oltre i banchi di scuola

L'impatto emotivo dei Disturbi dell'Apprendimento e dell'ADHD:

L’impatto emotivo dei Disturbi dell’Apprendimento e dell’ADHD: una sfida oltre i banchi di scuola

Nei bambini e adolescenti che presentano un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) o un Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD), è essenziale non solo focalizzarsi sugli aspetti di fragilità, al fine di individuare adeguate strategie di compensazione, ma altresì interrogarsi sulle loro esperienze quotidiane: comprendere come vivono le sfide, identificare le loro emozioni e valutare l’impatto del disturbo sulla loro emotività divengono elementi cruciali per comprendere come, qualitativamente, questi bambini vivono le loro giornate e per sviluppare strategie di supporto efficaci. Convivere quotidianamente con DSA e/o ADHD può rappresentare una vera e propria maratona emotiva per i bambini, con conseguenze che potrebbero rivelarsi durature sulla loro salute mentale. Uno degli aspetti più critici di questa sfida è la persistente sensazione di inadeguatezza e l’etichettamento negativo che spesso trovano le loro radici proprio durante il percorso accademico.

Sentimenti di inadeguatezza ed etichettamento

Un indicatore chiave può essere rappresentato dall’evitamento di attività legate alla lettura o alla scrittura o, più in generale, verso tutto ciò che includa l’avere a che fare con uno o più aspetti di ciò che viene percepita come una propria fragilità. Inoltre, il sentimento di frustrazione durante le attività accademiche può arrivare a rappresentare una costante: questo stato emotivo nasce dalla percezione di non sentirsi in grado di seguire il ritmo degli altri o dalla difficoltà nel comprendere le istruzioni fornite dai docenti. Talvolta, questa frustrazione si può tradurre in comportamenti impulsivi o accessi di rabbia, che molto spesso si rivelano essere la manifestazione del sentirsi sopraffatti dalle aspettative accademiche.

Un viaggio nell’autostima fragile

Un aspetto cruciale è rappresentato dalla manifestazione di una scarsa fiducia nelle proprie capacità. I bambini possono esprimere dubbi sulla propria intelligenza o sentirsi inferiori rispetto ai loro coetanei. Questi pensieri intrusivi negativi possono contribuire alla costruzione di una barriera significativa allo sviluppo di una sana autostima. “La persona è disposta a impegnarsi quando la speranza di successo supera la paura dell’insuccesso, altrimenti prevale il senso di vergogna e inattività” (Atkinson, 2007). La citazione sopra riportata dello psicologo William Atkinson rende in modo molto efficace quanto appena detto: il bambino che sperimenta costantemente frustrazione nello studio può manifestare una diminuzione della propria autostima e una minore percezione di efficacia nell’ambiente scolastico. Questo si traduce nel fatto che il soggetto non si attribuirà valore come studente e, considerandosi incapace, giungerà a convincersi che anche docenti, genitori e compagni lo considerino allo stesso modo.

Strategie di supporto emotivo: costruire una base positiva

Per affrontare questi sentimenti, è fondamentale la creazione di un adeguato ambiente di sostegno: Educatori e genitori devono essere consapevoli dei segnali emotivi, promuovendo una mentalità positiva e accogliente nei bambini. La comunicazione aperta è essenziale: incoraggiare i bambini a esprimere i propri sentimenti, condividendo e festeggiando le sfide e i successi, ma al tempo stesso lasciandoli liberi di confidare i propri timori e le angosce relative al percorso scolastico, contribuiscono a creare un legame di fiducia.

Inoltre, adottare un approccio personalizzato nell’insegnamento, che comprenda il  creare strategie di apprendimento adattate alle esigenze specifiche del bambino, può risultare un valido strumento per aiutarlo a sentirsi competente ed efficace nello studio, contribuendo all’affievolirsi della sensazione di inadeguatezza; l’ideazione di un piano didattico personalizzato che vada a considerare i punti di forza e le sfide del bambino, infatti, aiuta a colmare le lacune senza sottolinearne le difficoltà. Promuovere un ambiente di apprendimento inclusivo, in cui ogni progresso sia riconosciuto e celebrato, può contrastare l’etichettamento negativo: gli educatori possono incoraggiare il bambino a vedere le difficoltà come sfide da superare anziché come limitazioni permanenti, mentre da parte dei genitori e dei docenti l’utilizzo di feedback costruttivi e incoraggianti svolge un ruolo chiave nel rafforzare la fiducia del bambino nelle proprie abilità.

In conclusione, affrontare i sentimenti di inadeguatezza circa le proprie capacità scolastiche e sociali richiede un approccio olistico che integri il sostegno emotivo con delle strategie di apprendimento personalizzate. L’obiettivo è costruire assieme ai bambini una base solida di fiducia negli altri, ma soprattutto in sé stessi e nel proprio potenziale, dando vita ad un circolo virtuoso in cui la motivazione allo studio e una buona autostima si accompagnano al successo scolastico, e viceversa.

 

Giulia Mameli – Dottoressa in psicologia ed Educatrice

Bibliografia:

Atkinson, W. W., (2007), Psicologia del successo. Brancato Edizioni.

Cornoldi, C., (2023), I disturbi dell’apprendimento. Il Mulino.

 

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